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Adesso, destino, mi affido a te!
Sabina Spielrein (Diario, 15.1.1911; in Carotenuto, 1980)
Sabina Spielrein risorge dalle ceneri della malattia mentale per opera della parola del giovane Jung, che adotta per la prima volta «il metodo freudiano».1 L'inedita magia della talking cure attua la miracolosa trasformazione della «piccola Spielrein» (F.→J.17 dicembre 1911; in McGuire, 1974, 510), la «studentessa di medicina», affetta da «isteria […] e […] notevolmente tarata a livello ereditario»,2 in un'inquietante musa ispiratrice di pensieri nuovi ed audaci.