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Con questo Postscriptum al mio lavoro sul caso del «Piccolo Hans», pubblicato in questa stessa Rivista alla fine del 2006, mi ripropongo di aggiornare il lettore su alcuni elementi prima non conosciuti che riguardano il contesto familiare in cui Hans crebbe e - in concomitanza con l'essere la propria madre divenuta gravida della sorellina Hanna - si venne ad ammalare di nevrosi a sfondo prevalentemente fobico.
Procederò in questo aggiornamento attraverso due tappe. Esordirò con l'annunciare la desecretazione di importante materiale relativo al caso in questione, passando poi in rassegna i lavori che hanno ri-commentato la storia analitica di Hans alla luce delle informazioni oggi acquisite. Mi riserverò quindi, a conclusione e dopo avere enucleato a grandi linee il contenuto di quanto siamo giunti a sapere, un piccolo spazio di riflessione più personale sull'intera vicenda. Un piccolo spazio di riflessione in cui espliciterò brevemente alcuni punti di connessione del materiale ora consultabile con le ipotesi da me presentate nel lavoro di cui questo Postscriptum è un'estensione, e soprattutto - e questo è un obiettivo centrale sottostante a questo mio scritto - chiederò a tutti i colleghi di unirsi a me ciascuno dal suo vertice nel riflettere insieme sulle eventuali risposte da dare ai rilievi che possiamo presumere ci verranno mossi, vista la natura piuttosto dirompente, e per taluni sicuramente allarmante, dell'attuale documentazione.
Anticipo pertanto subito, a chiusura di questa premessa, che è a mio parere più che mai necessario in questo caso prepararci a dire da parte nostra «qualcosa in più e di diverso» rispetto a come ci si è solitamente comportati in passato