You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Sapendo quanto sia nell'uso corrente parlare di campo psicoanalitico, mentre leggevo la ricerca di cui sto per scrivere, mi é venuto da pensare alla rotazione agraria. Si tratta di una tecnica che fa succedere nel tempo, sugli stessi campi, colture diverse di piante miglioratrici e depauperanti, dette anche sfruttatrici e ciò contribuisce a interrompere il ciclo vitale degli organismi nocivi. Sotto c'è la convinzione che la permanenza della stessa coltura per un lungo periodo di tempo provoca la stanchezza del terreno. Esatta o meno che sia questa definizione, credo che serva bene al mio scopo.
Una concatenazione di ricerche che sono state pubblicate negli ultimi tempi, mi inducono a ritenere che diversi psicoanalisti sentano una certa stanchezza del campo psicoanalitico e che quindi si ingegnino per risvegliarne la fertilità. Sto pensando a una antologia curata da Jorge Canestri, Psychoanalysis: From practice to Theory, che inverte una consolidata tendenza, già stigmatizzata da Ferenczi, partendo dalla pratica per risalire alla teoria, argomento che anche in questo libro emerge in maniera più o meno implicita (Canestri, 2006).
Il titolo originale di questa raccolta di scritti, a più mani, su iniziativa di David Tuckett e sotto l'egida della Federazione Europea di Psicoanalisi, contiene un aggettivo che nella traduzione italiana è andato perso. Psychoanalysis compa