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Ilettori che hanno apprezzato il precedente Vision and separation saluteranno con piacere la pubblicazione e, ci si augura, una possibile traduzione del più recente Mirroring and attunement di Kenneth Wright, psicoanalista inglese che ha fatto dello studio, lettura ed espansione del pensiero di Winnicott, una passione duratura. Il presente volume è una raccolta di scritti su temi concernenti lo spazio relazionale, dove l'incontro del soggetto con l'altro fonda e struttura aree essenziali del vivere, definite da una specifica forma. È la vicenda della soggettività umana, quella esplorata dall'Autore, vissuta come transizionalità, nell'area delimitata dall'incontro di sguardi che mettono in relazione e nel contempo separano. Si tratta di una esperienza che avviene nella storia del soggetto e lascia un suo precipitato nello psichismo, quale forma originaria. È la forma del relazionale, infatti, quell'elemento preverbale che il soggetto ritrova nel suo essere e nello spazio dell'illusione mantenuta, ossia della cultura, delle arti e della religione. Dai vari articoli, pur nella loro diversità, nonché dal precedente volume, si evince come l'elemento che attraversa e caratterizza tutto il pensiero di Wright sia lo sguardo, compreso nella problematica del rispecchiamento e fattore strutturante dello psichismo.
Wright accosta i familiari concetti di holding (Winnicott), containment (Bion) e attunement (Stern) e si interroga su che cosa effettivamente accada tra madre e infante ai livelli preverbali e soprattutto quali siano i passaggi che trasformano