You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il volume La regressione nella stanza di analisi, curato da Maurizio Balsamo, che ha coordinato i contributi, tutti molto interessanti, di Amalia Giuffrida, Jacques André, Patrik Guyomard e Francesco Conrotto, non si limita a discutere le molte questioni che circondano un termine metapsicologico complicato come regressione. Complicati sono in realtà un po' tutti i neologismi descrittivo-esplicativi della metapsicologia freudiana e postfreudiana, parecchi dei quali si sono conquistati un loro posto rispettabile, o perlomeno accettato, nei linguaggi della psicologia, della psicopatologia e della psichiatria del Novecento e oltre. Molti termini psicoanalitici hanno mostrato nei fatti una persistente e sorprendente vitalità, che continua a resistere all'usura del tempo, del progresso e delle mode. Il discorso vale non solo per Regressione, che si trova al centro delle riflessioni di questo volume, ma anche per Analità, Oralità, Scissione, Narcisismo, Sublimazione eccetera. Ciascuna di queste parole alimenta la pratica e la teoria e produce discussioni e incertezze e, periodicamente, congressi dedicati a ognuna di esse.
Nei suo denso scritto introduttivo, Balsamo enuncia i criteri di un originale progetto, a un tempo editoriale e di ricerca, che aspira a interrogare e scuotere le abitudini della discussione analitica tradizionale, ponendone in evidenza limiti e contraddizioni. In breve, il progetto mira a porre in tensione il lessico della psicoanalisi, radicalizzando la questione dei limiti dei suoi termini e dei loro contorni definitori. L'intento dell'operazione sta nel mettere in salutare difficoltà l'ordine, superficialmente accademico e tendenzialmente rigido, prodotto da un Dizionario o da un Vocabolario psicoanalitico, nella convinzione di una generale