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Mortal cosa son io, fattura umana.
Tutto mi turba, un soffio sol m'abbatte.
Il tempo che mi crea quel mi combatte.
CLAUDIO MONTEVERDI, Il ritorno di Ulisse in patria
Libretto di GIACOMO BADOARO
La morte fa parte integrante della vita; sebbene sia suscitatrice di angoscia, è proprio l'idea del limite temporale dell'esistenza a dare significato alla nostra esistenza. Se la morte limita la vita, senza di essa l'uomo non sarebbe un uomo. Il desiderio inconfessato di immortalità presente in ogni uomo trova una sua gustosa rappresentazione in un racconto di Isaac Asimov in cui un robot, che scopre di essere cosciente e sensibile, decide di farsi uomo. Tenta allora di trasformare la sua struttura metallica in qualcosa di simile alla costituzione umana. Ma quest' operazione, tecnicamente percorribile, non riesce ad inserirlo nel consorzio umano e a farlo accettare dagli altri uomini perché il suo cervello positronico, virtualmente immortale, lo rende inumano per definizione.
Cosa sarebbe la vita senza la morte? Qualcosa di piatto ed esasperatamente noioso. Noi siamo abituati alla scomparsa, al giorno e alla notte, alle stagioni che finiscono, ogni cosa nella natura segue un ciclo. La morte rappresenta un lutto necessario senza il quale la vita non avrebbe significato.