You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Nelly Cappelli
(Raf)figurare o (s)figurare?
Carcere minorile. In una piccola stanza, una psicoanalista, Alessandra Lemma, incontra Danny, che sta scontando una condanna per omicidio colposo: a quindici anni, durante una lite, ha spinto la madre giù dalle scale, uccidendola. Braccia, collo, viso del ragazzo sono ricoperti da tatuaggi: sulla guancia sinistra, ha un teschio; su ogni nocca, una lettera che compone la parola «HATE». L'analista è colpita dall'aspetto aggressivo di Danny. Dietro quella corazza d'inchiostro, ella conoscerà, in due anni di colloqui, il giovane terrorizzato che reca, incisa sulla pelle, un'infanzia di traumi, una storia di abbandoni, maltrattamenti, abusi. Un corpo «senza limiti», fisicamente e sessualmente abusato, in cui «non si è insediata la mente». Un corpo usato distruttivamente perché nessun'altra mente ha mai messo a disposizione sé stessa per far sì che paura e rabbia potessero essere affrontate. Per Danny, marchiare il proprio corpo è l'unico modo per affermare che esso gli appartiene, per rivendicarlo e rivendicare la separatezza del proprio Self. Fin dalle prime pagine, questo recente libro di Alessandra Lemma, Under the Skin. A psychoanalytic study of body modification (London-New York, Routledge, , 205 pagine, £ 21, 99) ci tiene avvinti e ci fa pensare.
Quello di Danny è un tentativo tragico, fallimentare, concreto, influenzato da un processo mentale psicotico, come sostiene l'Autrice (cfr. p. B3), ma pur sempre un tentativo di rappresentazione? In psicoanalisi, ci si chiede sovente se gli interventi per modificare o alterare il corpo siano da intendersi come modi per «raf-figurare» o per «s-figurare». A partire da realtà osservate dentro e fuori la stanza d'analisi, Lemma indaga le manipolazioni «sulla» pelle ed esplora le ragioni profonde che le originano e che albergano «sotto» la pelle, nel mondo interno. Ma quella di Danny è solo una delle vicende trattate nel libro.
continua su Rivista
inrete
Diomira Petrelli
Partenze-Departures