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A proposito di… Fiorangela Oneroso (2009) Nei giardini della letteratura
Firenze, Editrice Clinamen, pagine 242, € 26,50
Un libro dedicato ai Giardini della letteratura può lasciare perplesso lo psicoanalista, per quanto sia desideroso di gettare uno sguardo al di là del divano. Che cosa può esservi di psicoanalitico in un simile argomento, di indubbio interesse per gli architetti, gli storici e i letterati? Ma basta leggere poche pagine e consultare l'indice per rendersi conto che, grazie soprattutto all'attenzione che ad esso hanno dedicato la letteratura e il mito, anche il giardino trova una sua legittima collocazione all'interno dell'indagine psicoanalitica, perché appartiene a quei manufatti nei quali si inscrive la fantasia e la cultura degli esseri umani.
Il lettore è subito introdotto nel cuore del problema. Il «giardino letterario» non è una pura e semplice pausa descrittiva, non una «parentesi ornamentale» del racconto, ma una «estensione simbolica del senso complessivo del testo poetico o narrativo», un fattore decisivo nel definire l'atmosfera emotiva, ovvero «il luogo speciale in cui determinate emozioni trovano letterariamente la loro migliore possibilità di espressione».
Ogni giardino particolare, nel corso di una narrazione, può amplificare o semplicemente rispecchiare il clima affettivo di una storia, può anticiparne gli sviluppi o risvegliare antiche memorie, un po' come, nell'opera lirica, il Leitmotiv, quel tema musicale che, durante l'azione melodrammatica, ogni tanto riaffiora, per indicare un personaggio o un evento, un sentimento o un'idea. Viene attivato,