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L'annata 2008 della Revue Française de Psychanalyse presenta alcuni temi di sicuro interesse ed attualità. Nel recensire i diversi articoli, dobbiamo anche questa volta limitarci ad indicare alcuni interventi a nostro parere particolarmente significativi, facendo l'inevitabile torto di escluderne altri. Tralasceremo così il secondo volume, Frères et soeurs, così come il terzo, La trahison, e l'ultimo, Constructions en psychanalyse, sebbene di sicuro interesse, in particolare quest'ultimo. Ci soffermeremo invece sul primo, in quanto l'argomento trattato, La fin de la cure, sollecita certamente molti analisti, e sul terzo, Le sexuel infantile in séance, in quanto tratta di un tema assai sentito nella clinica d'oltralpe, e crediamo motivo di riflessione significativa anche presso di noi.
«L'ideale di guarigione è del tutto presente nell' opera di Freud, ma non si tratta della restitutio ad integrum, dell'ideale medico. È di una trasformazione che si tratta. Niente sara più come prima dello svelamento dell'inconscio e dell' insight acquisito nel corso del trattamento analitico» (5). Queste le parole che introducono il volume nelle pagine iniziali dei curatori, J. Angelerguers e M. Papageorgiou, che continuano ricordando come nella logica della prima topica i criteri di conclusione di un'analisi somigliassero a quelli della soluzione di un enigma, o ancora di una scoperta archeologica. Classicamente si riteneva infatti che due risultati dovevano essere ottenuti: una riduzione dei sintomi, dell'angoscia e dell'inibizione da una parte, ed una risoluzione sufficiente della rimozione per prevenire una recidiva dall'altra: «0, per dire le cose altrimenti, una posizione sufficientemente solida e stabile dell'Io di fronte alle esigenze dell'Es e del Super-Io e delle necessità dell'adattamento. Si aggiungono qualche volta delle relazioni d'oggetto che permettano un comportamento generale “normale” e delle relazioni psico-sessuali accettabili» . «Nella seconda topica e nella secon