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He was the perfect presence…as positive, as ultimate, as sensitive as a fact.
Henry James, Sir Edmund Orme
Iltema di questo congresso è l'esplorazione dell'inconscio. Vorrei iniziare perciò col dire una parola sul rapporto che, in un'esplorazione, lega in modo vincolante osservazione e teoria. Una teoria scientifica, diceva Karl Popper, funziona come un faro: mette in luce le cose che descrive e che senza di essa non avremmo mai visto; ovvero ci consente di vedere quelle dimensioni sottostanti alle cose, che pur essendo determinanti per la loro realtà, non sono osservabili perché non possono essere viste. L'inconscio è un esempio di una realtà che essendo all'origine della coscienza non può essere cosciente: lo vediamo solo dai suoi effetti sulla coscienza e attraverso il filtro della teoria. La teoria è dunque strumento essenziale per l'osservazione. Non avanziamo di un passo se una teoria non ci conduce.
L'indagine sulla genesi inconscia dei contenuti della coscienza fu resa possibile dalla teoria di Freud e questa sta a fondamento del nostro metodo clinico e delle osservazioni che esso ci consente di fare. Ho scritto in un precedente lavoro (Riolo, 2009) che la legittimità di questo metodo si basa sul presupposto che l'inconscio, di per sé irrappresentabile e ineffabile (a-phané), continuamente irrompe