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Ritengo che non si debbano fare delle teorie - esse devono capitare all'improvviso in casa vostra, come degli ospiti che non avevate invitato, quando si è occupati ad esaminare i dettagli… S. Freud, Lettera a Ferenczi del 30 luglio 1915 (cioè tre giorni dopo avergli inviato il manoscritto di Teoria generale delle nevrosi)
Questo lavoro prende in considerazione numerose questioni su cui mi sono interrogata. Esso pone un'infinità di domande in più di quante ne risolva e deve quindi essere considerato come un saggio, e non come un punto formale e categorico sullo stato di un problema di cui non sono in grado di valutare tutti i parametri. Penso che ci vorranno molto tempo e molto lavoro in comune per approfondire le questioni che sollevo in questo testo.
La società occidentale vive attualmente dei cambiamenti strutturali il cui ritmo è in crescita. Il fantastico sviluppo delle tecniche di comunicazione e delle loro applicazioni non è estraneo a queste turbolenze e si va ad aggiungere alla sempre maggiore fragilità, e ai cambiamenti profondi, delle strutture familiari nelle quali si sviluppano i bambini di oggi.
Vorrei proporre qui l'idea secondo la quale questo doppio impatto, sociale e numerico, ha comportato dei cambiamenti considerevoli nella modalità di adattamento proposta oggi al funzionamento psichico del bambino attraverso il suo ambiente. Si tratta di un fenomeno di seconda generazione, che comincia ad avere degli effetti duraturi, con i quali lo psicoanalista si deve misurare ogni volta che