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Ogni estate, con gli allarmi sul caldo, sembra rilanciare 1'«effetto medusa». Forse è davvero aumentata la sua diffusione nel mare nostrum, favorita dalla sovrappesca (si pescano troppi pesci, suoi predatori) e dal riscaldamento globale che ne allarga il periodo riproduttivo. Ma certo ben al di là di quell'incremento, ancora oggi il suo incontro in acqua genera spavento, riportandoci ad antichi terrori mitologici.
Medusa, una delle Gorgoni (da gorgòs spaventoso), nacque dall'unione di due dei marini fratelli. D nome Medusa è stato importato in Grecia dalla Libia, le origini risalgono al Nord Africa. Medusa significa colei che domina, ma è anche participio presente di mèdo dunque colei che pensa a, che cura:tutte caratteristiche materne.
Donna bellissima, unica mortale delle sorelle: venne trasformata in mostro da Atena. Le sue caratteristiche hanno costituito materiale di studio per generazioni di analisti: la testa anguicrinita, il corpo coperto di scaglie e lo sguardo che pietrifica alludono ad una madre minacciosa, imprendibile e fallica; la sua composita mostruosità la fa accostare alla rappresentazione di una figura genitoriale combinata. Una volta di più traspare una forte risonanza tra mito e realtà, che sembrano in stretto rapporto: il mondo della fantasia ripropone elementi presenti nel mondo reale, divenendo anche adeguato contenitore di emozioni, tradotte in termini che consentono un richiamo evocativo.
Paure, angosce, effetti paralizzanti ed attrazioni, percorrono il mito come l'incontro con questo meraviglioso «mostro» marino, la sua danza e respiro silenzioso, accattivante quanto pericoloso: il morso tentacolare e lo shock anafilattico, le piccole cubomeduse tropicali e la loro letalità. Nel liquido urticante vi sono proteine con effetto paralizzante: un'evidente similitudine con la pietrificazione nel mito.