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Il volume non si presenta come una semplice, sia pure preziosa, antologia degli scritti più importanti dei maggiori psicoanalisti francesi, finalmente tradotti e accessibili in inglese, ma costituisce una operazione culturale di grande interesse. Il volume permette di interrogarsi sulla specificità di una tradizione psicoanalitica illustre, lasciando da parte conflitti ideologici e politici, e offrendo un terreno di confronto clinico-teorico aperto e sostanzioso (più di 800 pagine!).
A questo intento forniscono un contributo fondamentale i curatori: Dana Birksted-Breen e Sara Flanders, entrambe analiste di training della British Psychoanalytical Society, nella loro ampia introduzione propongono uno sguardo dal di fuori sull'evoluzione della psicoanalisi francese, a partire da Marie Bonaparte (che compare in copertina al braccio di Freud) fino ai giorni nostri;1 uno sguardo dall'interno della cultura psicoanalitica di lingua francese è offerto invece da Alain Gibeault, analista di training della Société Psychanalytique de Paris,2 autore delle chiare e ricche riflessioni che introducono le Sezioni nelle quali sono raggruppati i testi, esplicative degli autori, dei lavori e dei concetti.