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Il concetto di narcisismo, a partire da Freud, presenta una dimensione temporale e non solo strutturale, di oscillazione tra situazioni sane di ritiro dal rapporto con l'altro e di ritorno verso gli oggetti, come movimento psichico che si svolge in modi differenti a seconda dei differenti contesti.
La dimensione temporale rappresenta un elemento fondamentale delle grandi rivoluzioni epistemologiche del secolo scorso (Darwin, Freud, Einstein). La psicoanalisi, come teoria psicodinamica di un apparato psichico in continua riorganizzazione, e non come descrizione statica di un apparato mentale sezionabile anatomicamente, si è trovata di fronte al blocco narcisista, esemplarmente descritto nel sogno del caso dell'Uomo dei lupi, nel quale Freud (1914a) mette in evidenza l'immobilità della scena come fonte di angoscia: l'unico elemento in movimento è la finestra che si apre sulla rappresentazione dell'albero con appollaiati i sette lupi bianchi, immobili.1 Freud, attraverso associazioni con la favola