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Pur non essendoci più alcuna «via regia» all'interpretazione psicoanalitica, i sogni godono di una posizione apprezzata, se non necessariamente privilegiata, nel pensiero e nell'esercizio eterogeneo della psicoanalisi del ventunesimo secolo. Sono molto lieto di riprendere in considerazione i sogni dopo il Congresso dell'IPA nel 1975 a Londra .
Le teorie sulle funzioni dei sogni sono state controverse; potrebbe allora essere utile differenziare le funzioni generali dalle applicazioni nella clinica. Dal punto di vista della loro funzione generale, i sogni rappresentano solitamente la realizzazione allucinatoria di un desiderio infantile inconscio . I sogni, a mio vedere, non assolvono ad una funzione protettiva validata, come valvola di sicurezza né sono, in questo senso, i custodi del sonno. I sogni potrebbero proteggere unicamente il sonno occupato dal sognare, che è approssimativamente il 25% del sonno di un adulto.
I sogni hanno una funzione comunicativa (; ; ), sia in generale sia nel contesto clinico. Il sogno può essere considerato una comunicazione privata, forse dimenticata in modo ambivalente. In analisi si è animati da una motivazione specifica a raccontare il sogno all'analista, poiché l'analizzando sa che l'analista considera i sogni come una delle fonti da cui può nascere l'insight analitico. La funzione comunicativa del sogno in psicoanalisi è influenzata dal particolare atteggiamento e interesse dell'analista nei confronti