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Il concetto di sessualità rappresenta un meridiano della teoria e della pratica psicoanalitica. È uno scibboleth, concetto fondamentale, che distingue la fondazione della psicoanalisi da altre discipline. All'inizio del XX secolo le concezioni di Freud e la sua definizione rivoluzionaria della sessualità come non riducibile a una mera finalità biologica o a schemi di condotta predeterminati, bensì dipendente dal rapporto con l'altro essere umano parlante e desiderante, in cambio della pregnanza simbolica, aprirono un dibattito che prosegue vivace anche al giorno d'oggi. In effetti, nell'inscrivere l'aspetto sessuale là dove fino ad allora era impensabile - cioè nell'infanzia e nell'inconscio - Freud afferma che un ordine libidico inconscio incide in maniera determinante nell'essere umano; e ciò non solamente nello stabilirsi dell'attività sessuale nel senso usuale del termine, ma anche in un'accezione più ampia della sessualità, cioè nei diversi aspetti di ciò che Freud definisce come sessuale: quell'insieme di attività, rappresentazioni e sintomi senza relazione apparente con la sessualità.
La sessualità umana si costituisce in seno a strutture intersoggettive immaginarie e simboliche, esistenti prima del loro apparire nell'individuo. Si regola