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Le prime ricerche sull'inconscio erano centrate su considerazioni riguardanti la memoria e le sue vicissitudini. Successivamente l'interesse si ampliò verso le trasformazioni delle fantasie inconsce che avvengono nella relazione analista-analizzato e che si manifestano nel rapporto analitico. Tale processo consiste in cicli di cambiamenti dinamici, economici e strutturali che avvengono nell'analizzato e acquistano senso nella relazione di transfert. Qui mi riferirò ai processi inconsci solo in quanto osservabili nella relazione analitica.
Manifestazioni isolate dell'inconscio possono essere osservate nella patologia della vita quotidiana ed eventualmente prese in considerazione anche da altre discipline. Viceversa, ciò che è proprio della psicoanalisi sono lo studio e le conclusioni sulle fantasie inconsce e sulla distorsione che il soggetto mette in atto delle sue esperienze infantili che sono valutate nella situazione analitica, nel rapporto di un soggetto con il suo oggetto. L'obiettivo della situazione analitica è quello di stabilire, tanto per l'analizzato quanto per l'analista, un contesto di contenimento e un contesto di significato che permettano di costruire ipotesi sui fenomeni inconsci. La regola di astinenza e la definizione del setting tendono a limitare l'arbitrarietà dell'analista e costituiscono il contesto di contenimento.