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Inevitabilmente l'attenzione dello psicoanalista viene richiamata da un suggestivo lapsus che «introduce» alla lettura del bel testo celebrativo per i novant'anni di Vittorio Lanternari, decano degli antropologi italiani, curato da uno psicoanalista antropologo come Alfredo Lombardozzi e da Luciana Mariotti. Nell'indice infatti la postfazione di Alberto Cirese, l'altro decano dell'antropologia italiana, viene titolata «un saluto al mondo antico», mentre il titolo «autentico» come poi si evince dalla lettura del testo suona invece «un saluto al modo antico», saluto commovente all'amico e collega. Svista «collettiva» certo quella dell'«errore» di stampa, sfuggita ai molteplici sguardi che hanno letto e «controllato» il testo, ma forse proprio per questo, per questa sorta di anonimato, ancora più significativa soprattutto nel momento in cui sembra implicitamente «alludere» ad una questione che percorre l'intero testo.
E dunque di mondo antico si tratta, di residui folklorici, di «pensieri selvaggi», di marginalità e «primitività» variamente assortite rispetto al pensiero moderno, postmoderno e globalizzato da salutare e lasciarsi alle spalle o di un modo antico, disciplina scientifica e comunità d'affetti, metodo della relazione e della conoscenza da ritrovare e da riaffermare?