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Riprendiamo l'esame di alcuni lavori pubblicati da Psychanalyse et Psychose, rivista edita a Parigi dal Centre de Psychanalyse et psychothérapie Éveline et Jean Kestemberg, una realtà forse unica nel panorama internazionale per la cura di pazienti psicotici ad indirizzo squisitamente psicoanalitico, per mezzo tanto di trattamenti tradizionali di psicoterapia psicoanalitica che attraverso lo psicodramma analitico individuale. Lo stesso personale che vi lavora, sotto la direzione di Alain Gibeault, ha infatti una specifica formazione psicoanalitica. Notizie più dettagliate dell'attività del Centre Kestemberg e della sua storia, insieme alla recensione dei primi quattro numeri della rivista, potranno essere comunque ritrovate nel numero 4/2008 della Rivista di Psicoanalisi.
Il numero cinque è dedicato a Rêve, onirisme, hallucination, ovvero Sogno, onirismo, allucinazione, fenomeni psichici che, neu' introduzione curata da Liliane Abensour e Antoine Nastasi, vengono giustamente sussunti nella categoria degli «Stati e fenomeni intermediari», riprendendo così la nozione winnicottiana di fenomeni e spazi transizionali, distinguendosene però in un punto cruciale, quello dell'assenza di un processo elaborativo: «Ora, i fenomeni qui evocati di onirismo ed allucinazione non indicano un processo di elaborazione, in una relazione d'oggetto, ma al contrario un arresto del processo, un immobilismo, o anche una rottura, che mira a proteggere l'Io minacciato da una prossimità troppo grande con l'oggetto, a mantenerne la coesione» (8). I sogni dei pazienti psicotici hanno una qualità particolare, che li avvicina ai sogni d'angoscia o traumatici, in quanto non riescono ad arginare l'eccesso di eccitazione. Il lavoro del sogno in questo caso non riesce, in altre parole, a svolgere la sua funzione organizzatrice. L'onirismo e l'allucinazione non riescono anch'essi né a raggiungere l'attività del lavoro del sogno né quello della costruzione del delirio. Si tratterebbe piuttosto di una sor