You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Che cosa si intende quando si parla di esplorazione dell'inconscio, oggi, dopo più di un secolo da L'interpretazione dei sogni (1899)? Quale significato si annette al termine «inconscio» e quale organizzazione di pensiero (teorie, metodi e tecniche) si ritiene adatta a investigare l'inconscio? Numerosi e recenti lavori1 mostrano come il tacito accordo sul significato di «inconscio» e sulla psicoanalisi come sua procedura d'investigazione sia ormai superato, con lo sviluppo di punti di vista anche molto diversi. Mi propongo di mostrare, solo in parte e in sintesi, come l'espressione «esplorazione dell'inconscio», così impegnativa sul piano clinico e su quello ideo-affettivo individuale, contenga una serie di assunzioni implicite, alcune delle quali vorrei esplicitare. Selezionerò a tal fine tre ambiti o livelli di significato e di riferimento.
L'espressione «esplorazione dell'inconscio» contiene un implicito riferimento allo «spazio», sia in termini metaforici che specifici di tipo filosofico e psicologico. Il riferimento è doppio, poiché già nel temine «esplorazione» è implicita l'idea di uno spazio in cui si muove la ricerca e perché l' «inconscio» in quanto oggetto dell'esplorazione è implicitamente assunto come dotato di un'estensione,