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Nessun problema può essere risolto con lo stesso livello di coscienza che l'ha creato.
Il paziente arriva in seduta con un ritardo di dieci minuti, non abituale per lui: «Ho trovato molto traffico, per lo sciopero dei mezzi pubblici». L'analista può solo prendere atto della realtà che in una città come Roma il blocco dei mezzi raddoppia il tempo di percorrenza. Pensa che i pazienti sono degli eroi della psicoanalisi. Un istante, e l'attenzione si sposta e illumina i piani dove si modellano i significati. L'analista ricorda di aver avuto nella seduta precedente una certa difficoltà a funzionare da «mezzo di trasporto» (metaforein) per un qualche malessere fisico. Quindi forse i percorsi emotivi emersi nella seduta non avevano potuto accedere al loro significato e il paziente poteva aver avuto difficoltà ad arrivare anche per un blocco del «traffico interno», e per la paura di risperimentare una carenza della funzione analitica di metaforizzazione.
La realtà di fatto e la relativa spiegazione causale del ritardo sono universalmente riconosciute e condivisibili. La realtà psichica, potenzialmente inerente ai fatti, appare evidente all'interno del lavoro analitico, ma pressoché invisibile all'esterno.