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La desecretazione nel 2004 da parte dei Sigmund Freud Archives del testo integrale delle interviste rilasciate da Max Graf ed Herbert Graf (il «piccolo Hans» di Freud) a K. Eissler, rispettivamente nel 1952 e nel 1959, ha richiamato l'attenzione della comunità psicoanalitica su questo classico caso clinico e riacceso il dibattito sulla sua rilevanza nel contesto dello sviluppo della teoria psicoanalitica, sulle lacune delle opzioni teoriche di Freud e sulla discutibilità di alcuni suoi comportamenti nei confronti dei protagonisti. Non tanto del piccolo Herbert, che egli incontrò una sola volta limitandosi a supervisionarne il trattamento analitico condotto dal padre, quanto dei suoi genitori, Max Graf ed Olga Honig,1 il primo, suo seguace, attivo partecipante alle riunioni del mercoledì e la seconda, sua paziente per anni, fino all'abbandono polemico dell'analisi per avvicinarsi alle posizioni dissidenti di Alfred Adler. Di questo dibattito, culminato in una serie di contributi cui The Journal of the American Psychoanalytic Association ha dedicato un'intera sezione di un suo numero (JAPA, 55/3, 2007), ha dato su queste pagine un resoconto esauriente Franco Borgogno il quale, allarmato per le possibili strumentalizzazioni dei nuovi dati da parte di detrattori della psicoanalisi, ha rivolto a tutti i colleghi interessati un