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Anna è una pediatra poco più che trentenne, piuttosto bassa di statura ma di aspetto molto gradevole. È in analisi, a tre sedute settimanali, da quattro anni; per molto tempo il tema dominante è stato il suo rapporto con la madre e la gelosia per il legame privilegiato che questa ha con i due figli maschi. L'analisi ha rivelato alla paziente la sua tendenza inconscia a occupare presso la madre la posizione del «terzo», in sostituzione del padre; tendenza volta a evadere il sentimento di esclusione. Tale inconscia ambizione, rafforzata anche dalla rivalità nei confronti del padre, ha dato origine a una fase d'intensa ambivalenza nei confronti del legame con l'analista.
Riporto qui, in linee molto essenziali, l'analisi di alcuni sogni che si sono rivelati particolarmente idonei a delucidare la difficoltà della paziente di gestire il proprio corpo desiderante sotto la pressione dell'angoscia di castrazione sperimentata nel legame primario con la madre.
Sto con una ragazza che mi piace. Ci avviciniamo e cominciamo a spogliarci. Rimaniamo con gli slip. Mi avvicino alla ragazza che mi prende il seno tra le mani. Anche io faccio la stessa cosa. Decidiamo di fare l'amore e ci spogliamo. Ci mettiamo a letto e cominciamo a carezzarci. Ma scopro che la ragazza ha un pene, qualcosa come un clitoride molto grande, a forma di uncino che mi imbarazza. Cambia la scena. Mi trovo in una casa di proprietà della mia famiglia che è proprio sul mare. Mio padre ha costruito con le sue mani un muro di contenimento che è incredibilmente
Page 729alto, toglie lo spazio allo sguardo. Ma il muro di contenimento non è verso il mare, è verso la terra dietro la casa.
Non fa associazioni. Mi limito a far notare la sua paura di essere «uncinata», come preda, dalla madre nell'ambito del loro rapporto erotico e l'assenza di un padre capace di creare un contenimento adeguato dell'invasività materna. Aggiungo che il muro alto, nel sogno, rappresenta anche il muro di divisione tra di noi, all'interno del