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Spinta dall'aumento di vecchie e nuove patologie a prevalente espressione somatica (anoressia, bulimia, psicosomatosi), ma anche dall'attuale attenzione a un'estetica del corpo tesa ad azzerare le tracce che la vita incide su di esso, sollecitata da molteplici interrogativi posti da transessualismo, fecondazione assistita omologa e eterologa, dibattito sul finis vitae, la psicoanalisi riprende un'attenzione sul corpo ritrovando, seppur in forme rinnovate, gli stessi interrogativi inizialmente posti da quell'isteria detta di conversione.
Nell'introduzione a Corpo e psicoanalisi, Paolo Cotrufo, curatore e coautore del libro, ha esposto il criterio della collazione dei testi: mantenere una costante connessione con «il fatto clinico», evitando sconfinamenti che ne avrebbero indebolito la specificità. Una precauzione legittimata dalla consapevolezza di non poter «semplicemente» ignorare lo sfondo culturale (filosofico, antropologico, sociologico) proprio a ogni questione sul corpo. Tanto più se la prospettiva è psicoanalitica, considerata la pluralità di orientamenti e di correlate opzioni che la caratterizza fin dallo stesso lascito freudiano. Il testo curato da Cotrufo ne è ulteriore testimonianza: per Dejours, Freud ha un'impostazione dualista; Cotrufo ritiene che lo psichico intrattiene con il corpo «non solo un legame di natura simbolica,