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«L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Così inizia l'articolo primo della Costituzione Italiana. Dunque ipadri costituenti decisero di mettere il lavoro in primo piano, come fondamento della Repubblica, della democrazia e dei rapporti sociali che in essa si dispiegano.
Il lavoro, negli ultimi tempi, è tuttavia andato incontro a rilevanti trasformazioni. Sono crescenti le difficultà ad entrare nel mondo del lavoro, per le nuove generazioni, o a rientrarvi quando, sempre più spesso, se ne è stati estromessi. Le persone sono sempre più costrette adadattarsi ad un'offerta sensibilmente diversa da quella di qualche decennio fa: la precarietà del lavoro, ad esempio, spinge verso una sempre maggiore dequalificazione delle competenze richieste, spesso molto diverse e inferiori rispetto a quanto acquisito nella propria formazione personale, di qualsiasi tipo essa fosse stata — formazione che, paradossalmente,è al tempo stesso sempre più prolungata. L'organizzazione del lavoro si è profondamente trasformata e con essa il'peso che il lavoro ha nell'impresa. Ma sopratad essere talvolta proposto come socialmente squalificante.
D'altra parte, il lavoro è anche al centro della psicoanalisi: lavoro del sogno, lavoro del lutto, lavoro di analisi etc. In tutte queste sue sfaccettature e articolazioni, il lavoro è considerato fondamentale nella costruzione e nel funzionamento dell'apparato psichico. Certo questo è relativo al singolo individuo ed emerge nettamente nelle singole cure analitiche, nella particolare declinazione che il lavoro assume nella vita individuale. Ma si può dire qualcosa, dall'interno