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Conosciamo i conflitti di lealtà dei bambini che, con le loro antenne, rilevano gli accenni di gelosia e rivalità della madre verso l'analista e di conseguenza non tardano a mostrare resistenza ad abbandonarla fuori della porta della stanza d'analisi. Per non esporre l'analisi al rischio di dolorose fratture e per non caricare il bambino di questo conflitto non esplicitato, l'analista cerca di costruire un'alleanza terapeutica1 con i genitori. Perché questa diventi vera e reale é necessario un «assaggio» della situazione analitica (un'esperienza diretta del significato del lavoro che intraprenderà il bambino) da parte dei genitori che li aiuti a comprendere la qualitá dell'esperienza emotiva che il bambino intraprende e che, dall'inizio, sottolinei il loro ruolo fondamentale di alleati e compagni di viaggio, di sostegno nelle difficoltà legate all'assenza e alla presenza dell'analista e quindi di co-artefici dei cambiamenti che avverranno come nostri migliori colleghi.2
Sebbene spesso si rilevi l'opportunità che i genitori siano aiutati da un collega, a protezione del lavoro con il bambino, ciò può solo tradursi nell'offerta di una possibilità. Infatti, se alcuni si dimostrano disponibili a farsi aiutare o ne hanno