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Nel ricordo di Lucilla che è stato dato agli amici più cari si legge: «Piccola grande donna, con i tuoi occhi celesti che guardano oltre lo spirito, illumini di tua “Lucilla” la nostra vita e quelle di tanti, che ti hanno incontrato, conosciuto e amato». Sono parole tratte da una poesia che Alfredo Lombardozzi, il suo compagno attuale, ha scritto con grande amore quando ha saputo della gravità della malattia di Lucilla. Una poesia dunque che Lucilla ha potuto leggere e che le ha trasmesso tutto l'amore che la circondava.
Anch'io vorrei ora parlarti come se tu potessi ascoltarmi e come se potessimo insieme sorridere di questa incredibile e terribile vicenda. Mia piccola grande amica non pensavo mai di essere io a perderti per prima, mai che te ne saresti andata così giovane, volando via come in un soffio. Mi ricordo di te da quando arrivasti giovane diciottenne all'Università, piccola e combattiva reichiana, un po' arrabbiata con la vita e con tutti. Ma poi ho subito conosciuto la dolcezza del tuo sorriso, la tua sensibilità e la tua straordinaria intelligenza.
Ci ha unite una vita di interessi, di amori e affetti comuni: dalla psicoanalisi agli amici, ai nostri giovani Lorenzo e Lulù, a mia sorella, a tutti gli amici che abbiamo avuto insieme, ai nostri meravigliosi quadrupedi …
I seminari su Freud e Melanie Klein ci hanno fatto scoprire un mondo di interessi che abbiamo continuato a coltivare per tutti questi anni. Il periodo di Siena vissuto insieme lavorando alla cattedra di Psicologia, i viaggi, le cene, tutto un mondo di amicizie che via via scoprivamo insieme. E poi la SPI. Tante cose fatte insieme: seminari, congressi, discussioni cliniche. Ricordo il panel di Rio con Giorgio Corrente, che era andato così bene che poi io e te per festeggiare ce ne siamo andate a fare un bellissimo bagno nel meraviglioso mare davanti al nostro albergo. Di quante cose abbiamo parlato in quell'occasione e nelle infinite situazioni delle nostre vite in cui abbiamo avuto il desiderio