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Per trovare il senso più compiuto del libro di Monniello e Quadrana, bisogna non soffermarsi soltanto su quanto viene offerto in primo piano dal titolo, la pertinenza della grandissima mole di ricerche neuroscientifiche attuali alla comprensione della mente degli adolescenti. Ma spingersi oltre, alla rilevanza di tali ricerche per una riformulazione delle teorie della clinica e del processo terapeutico. Come viene dettagliatamente trattato nelle ultime parti. Scopo del lavoro è, quindi, non soltanto fornire una serie di informazioni sullo stato up-to-date delle ricerche, ma di proporre una discussione su quanto in genere viene meno curato in questo frequente tipo di pubblicazioni. In che cosa le ricerche neuroscientifiche possano cambiare i modelli teorico clinici della psicoanalisi post-freudiana. Questione di non poca entità.
Nel momento attuale, il tema delle connessioni con le neuroscienze, nella varia pubblicistica psicoanalitica, gode di una diffusa vitalità, di generali consensi presso il pubblico più aggiornato ed informato, di una tiepida curiosità da parte di ambienti psicoanalitici meno interessati ai dialoghi interscientifici, ma anche di un cauto e prudente nihil obstat da parte di ambienti più legati ad una fedeltà al testo freudiano (ma sta a vedere quale testo e quali letture) sacralizzato e congelato nel suo ripudio di una fondazione neurofisiologicamente giustificata (il famoso