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Davide Lopez è stato uno dei più creativi e originali protagonisti della psicoanalisi italiana, rappresentante di quella generazione storica che ha fondato il pensiero psicoanalitico contemporaneo. Maestri da cui si distingueva non solo per la peculiarità del suo pensiero, ma per la sua modalità di impersonare il Maestro. Di una ricchezza e generosità affettiva che rendeva unica l'esperienza dell'incontro, ad alcuni egli poteva risultare quasi inquietante per il senso di libertà che trasmetteva, in realtà sempre straordinariamente mitigato dalla consapevolezza della regola: lavoro di sapienza che Lopez faceva intravvedere nei suoi scritti, ma realizzava con l'evidenza della sua presenza nel vivo della seduta analitica, negli incontri scientifici o conviviali.
Nell'ultimo libro La strada dei Maestri, uscito pochi mesi dopo la sua scomparsa, ripropone il tema dell'iniziazione edipica a lui caro, affrontando il rapporto maestro-allievo in piccoli saggi alternati a brevi dialoghi analista paziente e a una serie dei suoi inconfondibili aforismi, con una «scrittura libera e mobile a intensità diversificate […] in cui si avverte il piacere di un sorriso arguto, provocatorio e liberatorio» (Ruozzi, 1996).
Nella passione per l'aforisma, debito evidente nei confronti del grande maestro di psicologia che fu Friedrich Nietzsche, Lopez esprimeva quell'inscindibile