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Sembra indiscutibilmente appartenere alle «proposizioni vere» l'affermazione che il fiume Mincio non confluisce nella Moldava. Infatti la Moldava - in ceco Vltava, in tedesco Moldau - è un grande fiume dell'Europa centrale, il cui corso è interamente incluso nella Repubblica Ceca. Tutti lo ricordano perché è il fiume che attraversa splendidamente Praga. Con la Moldava il Mincio non c'entra nulla, perché il Mincio nasce dal lago di Garda ed è un affluente del Po. Nel suo percorso non tocca Praga, ma, come è noto, la città di Mantova. Qui si allarga in tre piccoli laghi. Stando così le cose, dove mai il Mincio potrebbe entrare nella Moldava?
Mi rendo conto che un simile discorso può sembrare assurdo. Molto dipende tuttavia da come si svilupperà.
La proposizione «il fiume Mincio non confluisce nella Moldava» è deliberatamente costruita come un'altra bizzarra proposizione «certamente vera», ideata da Wittgenstein nelle sue Ricerche filosofiche (290). «Una rosa non ha denti. Infatti dove mai una rosa dovrebbe avere i denti?». Tuttavia, continua Wittgenstein, questa proposizione è assurda solo in apparenza. Infatti: «La mucca mastica il suo foraggio, poi con gli escrementi concima la rosa; dunque la rosa ha denti nella bocca di un animale. Questo non sarebbe assurdo, perché a tutta prima non si sa affatto dove cercare i denti di una rosa».
Il «gioco» linguistico-antropologico, proposto genialmente da Wittgenstein, interessa lo psicoanalista, che si dichiara sempre alla ricerca del vero e al tempo stesso si confronta con discorsi dalle dislocazioni insolite e con le analogie dall'apparenza ardita o assurda dei sogni, delle arti e dei deliri. A una considerazione