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Uno dei passi freudiani in cui meglio emerge la differenza fra i concetti di Repräsentanz e di Vorstellung è quello in cui i due termini si fondono in un termine composto, Vorstellungsrepräsentanz (Freud 1915, 38), che può essere reso, in modo forse poco elegante, con rappresentanza rappresentazionale, o in modo più elegante, ma soprattutto più corretto, con rappresentanza della rappresentazione. Fuorvianti risultano invece le due traduzioni adombrate in nota al testo canonico italiano: rappresentanza rappresentativa e rappresentanza data da una rappresentazione Freud 1915. La prima, perché l'infelice attributo rappresentativa, che vorrebbe catturare la semantica di Vorstellung a scapito di quella di Repräsentanz, risulta invece più affine a Repräsentanz che a Vorstellung, e finisce così per confondere ciò che dovrebbe distinguere. Perciò, meglio rappresentazionale che rappresentativa. La seconda per il difetto opposto, perché rappresentanza data da una rappresentazione distingue ciò che dovrebbe a rigore lasciare indeciso. Intendo dire che la naturale ambiguità del genitivo implicito in Vorstellungsrepräsentanz - la cui unica traduzione corretta è, ripeto, «rappresentanza della rappresentazione»1 - viene dal traduttore arbitrariamente sciolta a favore della resa secondo cui è la rappresentanza a essere data dalla rappresentazione. Ma qualunque sia il significato attribuibile a data da, ci sono invece validi motivi, questa volta non solo linguistici ma anche teorici,