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Lo studio precoce e approfondito della storia biblica, iniziato appena ebbi imparato a leggere, ha avuto, come potei riconoscere assai più tardi, un notevole peso nel determinare l'indirizzo dei miei interessi.
Soffermandosi, all'interno di un dialogo epistolare con Max Eitingon (lettera del 3 aprile 1928), sulle difficoltà incontrate dai propri sforzi, profusi nella stesura de Il problema dell'analisi condotta dai non medici (1926), per «stimolare una coscienza analitica comune» (Freud e Eitingon 1906-1939, 566, trad. mia), Freud osserva che il da poco edito L'avvenire di un'illusione (1927a) ha provocato, anche tra gli allievi, il più generale rincrescimento; «colgo» - scrive - «attorno a me il brontolio nato da tacite e molteplici