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La condizione psicologica delle persone che lavorano nelle organizzazioni complesse, in particolare con responsabilità manageriali, sta vivendo negli ultimi anni, corrispondenti alle recenti crisi economiche, una trasformazione profonda.
Il disincanto e la crisi di adesione nei confronti della proposta di coinvolgimento che le organizzazioni rivolgono ai propri membri sembrano oggi avere raggiunto una diffusione e una profondità senza precedenti, insieme ad una diffusa condizione di malessere. Sul fronte della ricerca e della clinica i contributi e il dibattito sulla sofferenza al lavoro e sui rischi psicosociali generati dalle condizioni di lavoro nelle organizzazioni sono in continuo aumento. In alcuni paesi europei un vistoso incremento del fenomeno dei suicidi collegabili all'esperienza lavorativa ha attirato l'attenzione dell'opinione pubblica. Uno dei molteplici volti della sofferenza legata all'esperienza lavorativa, che sarà esplorato in questo contributo, è la sofferenza etica. Con questo termine si intende quello specifico tipo di sofferenza che sorge da un lato dalla difficoltà dell'autoriconoscimento nella propria condotta e dall'altro dalla esposizione alla percezione della sofferenza altrui.
La cultura tecno-economica prevalente nei contesti aziendali e la ri-temporalizzazione dell'esperienza determinata dal prevalere dell'orientamento al breve