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Io, che sono privato della bella simmetria, Frustrato di sembianza dalla Natura che sì mi dispaia[…].
La disabilità, specialmente quella motoria, legata in modo più evidente al corpo, pone in maniera ineludibile chi ne è portatore di fronte al dolore narcisistico ed alla mortificazione per i vissuti di castrazione, perdita, mancanza che porta con sé. Anche Freud, nell'Introduzione al narcisismo (1914), sottolinea lo stretto legame esistente fra malattia fisica e problematica narcisistica quando afferma che una migliore conoscenza del narcisismo si potrà avere proprio attraverso lo studio di situazioni in cui sia presente un danno organico.
La dirompente ferita narcisistica legata al «difetto» fisico arriverebbe addirittura, per alcuni autori (Antony, 1976; Niederland, 1965), a costituire il nucleo fondante del Sé del disabile.
Questa centralità del difetto potrebbe essere spiegata con l'ipotesi, avanzata da Schilder nel 1935, che la libido narcisistica, in presenza di un problema fisico, tenda ad affluire verso le parti del corpo afflitte da disagio e dolore come se fossero zone erogene, investendole massicciamente e facendole diventare la sede dell'Io. È uno sviluppo del concetto a cui Freud fa cenno, ancora nell'Introduzione al narcisismo (1914), quando sostiene che nelle persone affette da malattie organiche tutta la libido verrebbe rivolta all'Io e si avrebbe un afflusso concentrato della libido narcisistica sulla malattia e sull'organo malato.