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L'attuale ha fatto ingresso molto presto nel vocabolario psicoanalitico, con le nevrosi che Freud chiamava «nevrosi attuali», per contrasto con le «neuropsicosi» - o psiconevrosi - «da difesa» (Freud, 1894; 1896), che erano quelle per le quali era indicato il metodo psicoanalitico allora nascente. Ma benché possa sembrare che le nevrosi attuali fossero escluse dal campo di applicazione della psicoanalisi, Freud (1915-1917) penserà che nel cuore delle psiconevrosi sia attivo un nucleo di nevrosi attuale. Nel pensiero clinico di Freud, l'«attualità» di cui si trattava sembra essere legata essenzialmente a fattori quantitativi, o addirittura organici; ciò nonostante, l'aspetto temporale è già virtualmente presente e serve altrettanto a distinguerle dalle psiconevrosi. Pertanto, la principale differenza con le psiconevrosi era che le nevrosi attuali non rimandavano a nessuna storia infantile. L'attuale indicherebbe dunque una causalità prossima, quasi immediata, senza elaborazione psichica; presuppone dunque una temporalità lineare e relativamente breve, mentre le psiconevrosi da difesa presuppongono una elaborazione ed una temporalità lunghe e complesse, una strutturazione temporale in après coup. Nei suoi sviluppi storici, si sa quanto la categoria delle nevrosi attuali e la loro differenza dall'elaborazione e dalla temporalità psichica più complessa delle psiconevrosi siano state alla base della teorizzazione psicosomatica che si è sviluppata ormai da più di cinquant'anni.1