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Né Freud né Jung hanno dedicato lavori al tema dell'anoressia. In Freud, essa compare solo come sintomo nei quadri complessi di alcuni casi clinici: il rifiuto di mangiare e la sitofobia di Anna O., l'episodio di anoressia infantile dell'Uomo dei lupi e l'improvviso bisogno di dimagrire dell'Uomo dei topi. A proposito di Dora, che Freud (1901) diagnostica come petite hystérie ho formulato invece l'ipotesi che fosse proprio un caso di piccola anoressia sulla base dei suoi due famosi sogni (Ciocca, 2005): un'ipotesi, naturalmente, discutibile.1 In Jung, poi, non si trova proprio nulla.
Così è molto interessante la scoperta di Vincent Brome che ha identificato e intervistato nel 1973 una paziente inglese di Jung, Anna Maria, affetta proprio da anoressia mentale. Sonu Shamdasani (2008), l'autorevole storico della psicoanalisi, ha criticato Brome per non aver fornito precise indicazioni di questa testimonianza, ma, avendola egli inserita nel capitolo «Alcuni casi clinici» che risalgono al periodo 1917-1920, possiamo ipotizzare che questa sia l'epoca della storia.
Riporto il resoconto.
Un'altra paziente […] fu una ragazza di diciotto anni la cui diagnosi medica di base - anoressia nervosa - comportava molti altri sintomi. Non riusciva a dormire, aveva perso la capacità di concentrazione e c'erano segni di un incipiente lesbismo
La descrizione di Dora che si dedicava «a studi più o meno severi» (Freud, 1901, 318) e che «mangiava con difficoltà e provava una leggera avversione per i cibi» (323) è suggestiva di un quadro anoressico. Contrasta solo quel «florida ragazza dai lineamenti intelligenti ed attraenti» (318) con cui Freud la introduce. Però l'aggettivo che Freud usa è blühend, che andrebbe meglio tradotto con «fiorente», «in fiore».
Page 119che preoccupavano enormemente la madre. Figlia di un ricco uomo d'affari di Londra, il denaro non rappresentava un problema per i genitori che, avendo esaurito tutti i consulti tradizionali, si rivolsero a Jung. Il caso è particolarmente i