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Delle lettere che Sigmund Freud scrisse a Wilhelm Reich, tra il 1924 e il 1930, non conosciamo gli antefatti. Si tratta di risposte a messaggi di vario tema che Reich inviò al Maestro. Così ci sono giunte, dopo essere state conservate, per quasi un secolo, nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, all'interno degli Archivi Sigmund Freud, di cui è, attualmente, curatore Harold Blum, succeduto a Kurt Eissler. Tuttavia, ancor prima di addentrarsi in una riflessione storica, è sufficiente leggere le parole del fondatore della psicoanalisi per comprendere il tipo di argomenti che il giovane Reich gli sottoponeva. Si tratta, in buona parte, di valutazioni e giudizi, relativi ad un vasto numero di articoli, saggi, programmi di studio, linee di ricerca e bozze di idee che Reich proponeva al giudizio di Freud. In quegli anni, infatti, il giovane Reich scriveva e pubblicava lavori ad un ritmo vertiginoso. Ciò è testimoniato, prima di tutto, dalla vasta raccolta degli Scritti giovanili (1920-1925). Valgano, inoltre, come esempi più rilevanti, tra i suoi molti saggi di quel periodo, Il coito e i sessi (1922), Il tic psicogeno come equivalente della masturbazione (1925), il volume La funzione dell'orgasmo (1927) e il saggio di argomento metodologico Materialismo dialettico e psicoanalisi (1929). A questa ricca produzione saggistica, si aggiungeva una turbinosa attività personale, sia in ambito clinico, sia in campo istituzionale, all'interno della Società Psicoanalitica di Vienna. Come si potrà evidenziare dalle lettere qui pubblicate, Freud si esprimeva con cautela riguardo al pensiero del giovane allievo, pur confortandone gli slanci giovanili.
Accanto a questi temi plausibilmente scientifici, emergono, dalle parole di Freud, vari indizi riguardo alle dinamiche interne dell'istituzione psicoanalitica, in