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La psicoanalisi ha ancora molto da imparare dalla letteratura! Il testo letterario, scrive l'Autrice, «è visto nella sua capacità di espansione dello strumento psicoanalitico» in quanto «portatore di significati ben più vasti di quelli esplicitamente evocati nel testo stesso» (Ginzburg, 10).
Alessandra Ginzburg, già nel titolo Il miracolo dell'analogia, esprime la convinzione che non può esservi subalternità dell'uno all'altro bensì il «miracolo» che accade quando si incontra, espressa in forma compiuta, un'intuizione che rivela una «congruità» inattesa tra modello dell'apparato psichico e testo letterario e precisa a tal proposito che «quasi tutti (i testi letterari) precedono la rivoluzione introdotta da Freud con la sua innovativa descrizione dell'inconscio…».
Nell'introduzione l'Autrice fornisce al lettore informazioni necessarie per orientarsi a partire dai modelli teorici di I. Matte Blanco e A. Ferrari. A Matte Blanco si fa riferimento per via della teoria dei due sistemi opposti di funzionamento mentale (semplificando molto, pensiero ed emozione) che costituiscono l'antinomia costitutiva dell'essere umano. A Ferrari si fa riferimento per come concepisce il corpo che, in quanto fulcro di sensazioni ed emozioni, diviene oggetto conoscitivo della mente.
Ciò che per l'Autrice accomuna i due autori è una concezione dell'emozione che ha «molte più dimensioni del pensiero e solo in termini parziali può essere dal pensiero accolta e contenuta» (9).