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Riflettendo su alcune esperienze analitiche e discutendone in piccoli gruppi di colleghi, da qualche tempo mi sono trovato a utilizzare in modo informale la nozione di ambiente riferita ai sogni. Avendo cercato invano nella letteratura qualche trattazione esplicita dell'argomento, in questo lavoro esporrò i risultati di un'indagine sulla potenziale area semantica (Sandler, 1983) del concetto di ambiente onirico, per vagliarne la pertinenza e la fruibilità teorico-clinica.
Comincerò col prendere in esame alcuni fenomeni riconducibili a concetti affini, anche se non del tutto sovrapponibili, e procederò mettendo progressivamente a fuoco un nucleo di significati più specifici. Durante il percorso toccherò tangenzialmente, senza alcuna pretesa di sistematicità, alcuni punti nodali della teoria del sogno e del lavoro onirico che mi sono parsi più implicati con il tema in questione.
L' ambiente può corrispondere, in primo luogo, allo sfondo (in senso pittorico) o scenario (in senso teatrale) in cui si trovano e si muovono i personaggi del sogno.
Resnik (1982), assumendo la metafora teatrale come organizzatrice del suo approccio al mondo onirico, considera lo scenario come «il paesaggio del sogno», che dà forma e colore allo spazio dove si produce il gioco drammatico