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All'inizio di Marzo si è svolta a Francoforte la 14° edizione della Joseph Sandler Conference, istituita negli anni ottanta appunto da Joseph Sandler per favorire un confronto tra ricercatori di ispirazione psicoanalitica, operanti in campi disciplinari diversi (neuroscienze, psicologia, psichiatria ecc.), indipendentemente dall'appartenenza alle Società IPA.
Il tema di quest'anno - «Ritrovare il corpo nella mente» - è stato infatti visto da diverse angolature, tra cui quella inversa - «Ritrovare la mente nel corpo». Cercherò di raccontare le relazioni che ho avuto modo di ascoltare seguendo alcuni fili conduttori:
La Conferenza si è aperta con la relazione di Siri Gullestad (Oslo) che ha sostenuto appunto la possibilità di ritrovare nel funzionamento del corpo una incarnazione (embodiment) della storia relazionale dell'individuo e un funzionamento di tipo «mentale». In un esempio clinico, un atteggiamento di «chiusura» si esprimeva sul piano corporeo in una difficoltà a respirare e in una postura ripiegata, sul piano mentale in un atteggiamento distanziante, con difficoltà a sperimentare gli affetti.
Bradley Peterson, New York ()1 ha studiato 66 bambini figli di genitori depressi, evidenziando una serie di alterazioni anato-miche corticali, essenzialmente un assottigliamento del 30% di diverse aree, mentre sul piano funzionale questi bambini mostravano una maggiore attivazione corticale nell'effettuare compiti di discriminazione spaziale (a possibile conferma