You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
L'oggetto psichico è incomparabilmente più complicato dell'oggetto materiale (dell'archeologo) e la nostra conoscenza non è preparata abbastanza a ciò che dobbiamo trovare, perché la sua struttura più profonda nasconde ancora molto mistero.
Desidero introdurre le mie riflessioni sul volume Prendersi Cura attraverso l'esergo tratto da Costruzioni nell'analisi, nel quale mi pare si condensi la cifra profonda, lo spirito degli autori e del loro volume. Sono trascorsi molti decenni dalla comparsa di quello scritto e senza alcun dubbio le nostre conoscenze intorno all'oggetto psichico hanno compiuto numerosi progressi. Tuttavia, il profondo desiderio di ricerca, una sete di comprensione e approfondimento, continua a restituire all'esperienza della cura psicoanalitica nella prospettiva degli autori quell'inconfondibile emozione di ospitare nello sguardo dell'analista-ricercatore la rinnovata capacità di stupirsi di fronte ai misteri dell'esistenza umana, e il contemporaneo desiderio di indagarla sempre più a fondo.
Nel panorama della produzione teorica pubblicata in ambito psicoanalitico, il volume Prendersi cura ha un suo specifico rilievo. Gli scritti degli autori presentano infatti una qualità peculiare: la teoria psicoanalitica è un insieme complesso d'idee, prospettive, concettualizzazioni, filtrate costantemente attraverso le loro soggettività all'opera, in un processo terapeutico vivo, vissuto nel corso della loro lunga esperienza di clinici. Una clinica psicoanalitica che è lo sfondo, la fonte, da cui trae origine ogni esplorazione teorica. Un riflettere teoricamente che, intenzionalmente direi, non si discosta mai troppo dal vissuto e dal fenomeno che si intende indagare. L'elaborazione secondaria è ovviamente ricca, articolata,