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Negli anni Venti la distanza tra le nuove ipotesi teoriche e la pratica clinica degli analisti era diventata talmente grande che nel Congresso di Berlino del 1922 Freud istituì un premio per chi desse una risposta alla questione della relazione tra teoria e tecnica in psicoanalisi. In particolare, in che misura la tecnica potesse influire sulla teoria e fino a che punto si potesse ravvisare una reciproca stimolazione o, al contrario, una neutralizzazione. Il premio non è stato ancora assegnato. Ce l'ha ricordato Luis Martin Cabré nella sua prolusione al II Incontro ispano-italiano che si è svolto a Madrid il 27 e 28 Aprile 2013. Forse un'inconfessata aspirazione del Presidente dell'Associazione Psicoanalitica di Madrid - grande tifoso di calcio - era di organizzare un confronto franco, aperto, serrato e sincero, come un match sportivo che alla fine strappi l'applauso per vincitori e vinti.
L'accoglienza è stata tra le migliori: ospiti dell'ambasciatore italiano. Anche la sede del Convegno non è stata priva di significato, essendo situata accanto al laboratorio di Santiago Ramon y Cajal, il fondatore della moderna neuroanatomia, insignito nel 1906, con Camillo Golgi, del Nobel per la Medicina. La cerimonia ufficiale di consegna del Premio passò alla storia anche perché, infischiandosene delle presenze regali, i due illustri scienziati non resistettero a discutere accanitamente e a difendere ciascuno la propria versione della teoria del neurone. Il loro furibondo litigio è ancora considerato una testimonianza della probità intellettuale dei due contendenti. Tuttavia, come sappiamo, per avere la dimostrazione scientifica delle loro tesi, si dovette aspettare l'avvento del microscopio elettronico.
Da decenni e con la stessa acrimonia varie posizioni teoriche si fronteggiano in psicoanalisi: il titolo del Colloquio di Madrid recitava appunto Convergenze e divergenze nella teoria e nella tecnica psicoanalitica, titolo che Maria Ponsi, nella prima delle relazioni, ha ottimis