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Innanzitutto cercheremo di definire la nozione di consultazione psicoanalitica dimostrando che essa è eticamente necessaria in quanto è una prova consultiva e non un trattamento di prova; in seguito illustreremo un esempio clinico per precisare a quali condizioni è possibile considerare la prova consultiva come riuscita sia che essa dia luogo a un processo analitico con un setting preciso sia che permetta al paziente di accettare, senza danno, un'eventuale non indicazione. Metteremo così in rilievo le funzioni della consultazione, mostreremo che le tappe preliminari del processo interpretativo cercano di aprire uno spazio intermedio tra Coscienza e Inconscio, uno spazio Preconscio reso funzionale grazie alla desessualizzazione delle relazioni Io-Super-Io. Questo spazio psichico rende possibile la scoperta della parola associativa e la prospettiva del piacere sublimatorio cui essa può condurre. La scoperta della parola da parte del paziente - rinforzando la sua capacità di dialogo interiore, di trasformazione riflessiva - gli permette di valutare la posta in gioco che accompagna la sua domanda, e di poter accedere o meno al trattamento eventualmente proposto: la prima funzione della consultazione è di permettere al paziente di diventare il consulente/consultante1 della propria richiesta. Ciò permette di ritrovare il senso duplice della parola