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Non c'era niente di più bello del ricercare i racconti di una certa lunghezza che, sotto forma di passaggi sotterranei, interrompendosi più volte ma tornando sempre alla luce in veste di nuove puntate attraversavano il tutto […]
Walter Benjamin
Se un libro potesse restituirci le sonorità, questo di Mauro Manica, nel farci udire la melodia pucciniana posta a dedica nel Pro-logo, rivelerebbe la qualità che si ritrova per intero nelle sue pagine: un incedere vigoroso e ben piantato nel «vivere» la clinica e «sognare» la teoria. Vigoroso come appunto la romanza («Che gelida manina») che è presentazione del protagonista di Bohème, Rodolfo: «Chi son! Chi son! Sono un poeta e cosa faccio scrivo e come vivo… vivo!». Puccini annota in partitura (alla trentaseiesima battuta) Andante Sostenuto, modificando l'indicazione di movimento all'inizio dell'Aria, dove il colorito dell'Andantino si diceva «affettuoso». «Sostenuto» indica un passaggio di toni che si vogliono protratti, virili; essi infatti, precedono il rivelarsi della protagonista femminile («Sì, mi chiamano Mimì») e sfociano nel finale «Amor, amor». Ma ogni angelo è tremendo, come nella prima delle Elegie Duinesi di Rilke, e se in Bohème si arriva al duetto amoroso dopo appena essersi incontrati, il poeta svela invece una sordità angosciosa:
E chi allora se gridassi mi sentirebbe, degli ordini angelici?
E anche supponendo che uno di loro
Page 1055Improvvisamente mi stringesse al cuore: morirei della sua più forte assenza. […] Ogni angelo è tremendo.
Il filo rosso che lega i diversi capitoli passa per l'etica (Etica e narcisismo: una prospettiva psicoanalitica) attraversa il transfert e il sogno simultaneo (Transfert, identificazione inconscia e funzione onirica: il sogno simultaneo come mesomeria della mente) e accede a quel sottosuolo, dove eruzioni vulcaniche (Memorie dal sottosuolo: eruzioni vulcaniche e scosse telluriche) possono anche evidenziare quel che resta del trauma o del poppante saggio (Traumi precoci: attualità di u