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«Il cambiamento in psicoterapia», ad opera del Boston Change Process Study Group (BCPSG), è un volume di sicuro interesse in quanto si propone di applicare le acquisizioni della ricerca in psicologia evolutiva, con particolare riferimento a quelle riguardanti la prima infanzia, allo studio del lavoro terapeutico a impronta psicoanalitica. Nel quadro psicoanalitico i costrutti e le suggestioni tratte dalla recente ricerca portata avanti dalla psicologia evolutiva hanno ispirato differenti correnti, tra le quali ricordiamo la psicoanalisi relazionale di Mitchell e la scuola intersoggettivista di Stolorow e Artwood. L'impegno del BCPSG appare, tuttavia, più sistematico e approfondito in quanto si propone, come cercheremo di evidenziare di seguito, di trasferire la microanalisi delle interazioni intercorrenti tra genitore e bambino, messe a punto dai ricercatori evolutivi, all'analisi delle sequenze interattive che animano lo scambio tra paziente e terapeuta.
Interessante, a questo proposito, evidenziare la duplice matrice clinica e di ricerca nel campo della psicologia dello sviluppo, che attiene al Boston Group e ai suoi membri (Nadia Bruschwiler-Stern, Alexandra Harrison, Karlen Lyons-Ruth, Alexander Morgan, Jeremy Nahun, Louis Sander, Daniel Stern, Edward Tronick).1
Come ben chiariscono gli autori nell'introduzione al volume, tutti i membri del gruppo, fondato nel 1994, condividono infatti il duplice interesse per il lavoro clinico e per la ricerca in psicologia evolutiva. Alcuni di essi, Sander, Stern e Tronick sono stati dei pionieri nel campo della ricerca, da loro svolta tenendo costantemente presente una lettura clinico-dinamica dei dati empirici raccolti, circa le