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Con una categoria di donne però, questo tentativo di mantenere il transfert amoroso per il lavoro analitico senza soddisfarlo, non riuscirà. Sono queste donne di una passionalità elementare che non sopporta surrogati, figlie della natura, che non vogliono accettare la componente psichica in cambio di quella materiale, le quali, per usare le parole del poeta, sono disponibili solamente ad una «logica della minestra per argomenti da gnocchi». Con tali persone la scelta è questa: o ricambiare l'amore oppure attrarre su di sé l'ostilità della donna delusa; e in nessuno dei due casi si possono salvaguardare gli interessi della cura. Non resta allora che ritirarsi senza aver ottenuto nulla: e rimane solo il problema di come si concili la possibilità della nevrosi con una tale indomabile esigenza d'amore.
La psicoanalisi dei nevrotici è definita anche una talking cure e la neutralità dell'analista un aspetto importante del metodo che contribuisce a favorire nel paziente l'emergere, nel transfert, di contenuti psichici rimossi di origine antica. L'interpretazione dell'analista produce l'insight e la trasformazione di tali contenuti da inconsci a coscienti (Laplanche, Pontalis, 1967): è questo il fondamento della cura psicoanalitica classica. L'astinenza dell'analista viene raccomandata e l'agire - sebbene sia impossibile non agire - è considerato un incidente di percorso antagonista del pensare (Rycroft, 1968).