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All'inizio del 2013 la Francia è stata percorsa da intensi dibattiti sollecitati dal progetto governativo di legge che consentiva i matrimoni alle persone dello stesso sesso. Manifestazioni, trasmissioni televisive, tavole rotonde alla radio: gli «esperti» della famiglia e della coppia, di tutte le discipline senza distinzione, si sono voluti lanciare sulla scena mediatica, e tra loro un discreto numero di psicoanalisti.1 Argomentazioni ricorrenti degli anti-«matrimonio per tutti» rimandavano a questioni come l'adozione, l'omoparentalità e la minaccia che queste disposizioni legali ricadessero pesantemente sulla famiglia. Anche nel 1999, quando in Francia si è votato per i Patti civili di solidarietà,2 erano comparsi gli stessi annunci di fine