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Introduco il lavoro utilizzando le parole di Green (, 209): «Ma, in /…/ casi sfortunati (il lutto, la sciagura, i tormenti, il terrore senza nome) il tempo è un'esperienza torturante infinita, che richiede persino la morte dei nostri desideri pur di liberarcene».
Parlerò di ciò che è avvenuto nell'analisi di una donna, Anna, riferendo la tragedia del negare la temporalità e la tragedia della irruzione del tempo nell'analisi, sotto la forma di messaggio implacabile, che non permetterà di occultare il tema del lutto.
Proseguirò riferendo lo svolgimento del successivo percorso analitico, proponendo riflessioni e brevi riferimenti teorici intorno agli avvenimenti che lo hanno straordinariamente segnato. La comparsa del desiderio di esistere, l'accettazione della caducità, il diverso uso della mente.
Un giorno del secondo anno d'analisi Anna mi portò il risultato dell'esame, metastasi diffuse ai polmoni. Mi disse: «Vorrei che mi continuasse a seguire», e io risposi che ero d'accordo. Queste furono le parole che ci scambiammo. Risposi immediatamente e vi era nella convizione del mio sì la presenza