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Questo libro è un lavoro composito, costituito da interventi di diversi autori sul tema della anoressia e della bulimia. L'insieme dei contributi viene compreso, in maniera coesa, in una più vasta cornice che è il vero e proprio filo conduttore dell'intero volume, come Antonio Ciocca chiarisce nella sua Introduzione: il principale punto di vista che viene indagato è che la patologia anoressica è dovuta all'alterata relazione tra il corpo e la mente. Ciocca teorizza che «il nostro Sé è anzitutto corporeo, embodied ed embedded come convergono ad affermare neuroscienze, scienze cognitive, filosofia della mente e psicopatologia… generato internamente da un flusso continuo, un dialogo continuo corpo-mente che sostiene e nutre l'esperienza soggettiva (12)». La patologia anoressica, sia per la sua gravità che per la complessità, ci costringe a riflettere su questo punto essenziale dello sviluppo dell'individuo: la costituzione del Sé e le possibili conseguenze psicopatologiche di un alterato sviluppo del rapporto corpo-mente.
Chiunque abbia in trattamento una paziente anoressica e/o bulimica riscontra una evidenza clinica, che viene oggi confermata anche dagli studi di neuro-imaging; questo tipo di pazienti presentano profonde alterazioni della complessiva capacità di «sentire» il proprio corpo. Una difficoltà quindi che non è solo di avvertire il senso della fame e della sete ma è piuttosto una complessa alterazione di tutta la propria sensibilità: tattile, termica, dolorifica, del senso di stanchezza, della sensazione di fatica e così via, fino, nei casi estremi, a un vero e proprio distacco e perdita di tutta la percezione del corpo.
Quando la mente si imposta verso questa dissociazione dalla sensorialità corporea, non può più fare esperienza della realtà e quindi evolvere con essa; ma soprattutto non riesce a costruirsi adeguatamente, a svilupparsi strutturando un'identità basata sul principio del piacere corporeo. Partendo da questa difficoltà, dalla separazione/dissoci