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Sono trascorsi poco meno di cento anni da quando Freud ebbe a dire che la sessualità femminile era il «Continente nero» della psicoanalisi, alludendo al fatto che questa gli appariva oscura e poco comprensibile, cosa che ribadì più tardi dichiarando che, sebbene vi avesse dedicato oltre trenta anni di studio e di lavoro, ancora non era in condizione di rispondere alla domanda: «What does a woman want?» (che cosa vuole una donna?).
Ora, in questo volume, dieci psicoanalisti, di cui nove sono donne, tra le quali c'è la nostra Amalia Giuffrida, affrontano, ancora una volta, questo tema complesso.
Il primo contributo è di Danielle Kaswin-Bonnefond che sviluppa un'ampia disanima di un secolo di controversie a proposito della sessualità femminile, partendo da Freud e passando attraverso M. Klein e J. Lacan, per giungere fino ai contributi contemporanei.
Il secondo contributo è di Janine Chasseguet-Smirgel che si apre con la riflessione che, se la sessualità femminile continua a porre questioni e a generare contrasti, questo significa che essa evoca delle emozioni di particolare intensità. L'autrice si sofferma specificamente sulla teoria freudiana del monismo fallico per metterla in discussione.
Il terzo contributo è di Catherine Chabert che affronta la questione della passività per ritornare sul tema, sempre attuale e problematico, della seduzione.
Jacques André, unico maschio tra gli autori del volume, affronta il tema dell'amore perduto evidenziando come la cosiddetta liberazione sessuale della donna, avvenuta nella seconda metà del ventesimo secolo, non l'abbia per nulla liberata dall'ingiunzione del Super-Io, solo che il contenuto di questa ingiunzione è mutato, per cui anziché essere un divieto di godere è divenuto un «devi godere». Pertanto, l'eventuale «fiasco» nella prestazione sessuale dell'uomo, se in questi evoca l'angoscia di castrazione, nella sua partner, evoca l'angoscia di non essere più desiderata e, quindi, l'angoscia della perdita dell'amore. In questo sens